Cura e cure affezioni dermatologiche malattie dei follicoli piliferi e delle ghiandole sebacee
Lavarsi i capelli tutti i giorni fa male?
No, è anzi opportuno lavare i capelli spesso e non appena si avverte prurito al cuoio capelluto. Il prurito, infatti, come la forfora, può essere un segno della dermatite seborroica. Dati attuali indicano che questa malattia può rendere più rapido l’aggravamento della calvizie.
Il cappello e il casco fanno perdere i capelli?
No, anzi d’estate è sempre opportuno indossare il cappello per proteggere il cuoio capelluto dal sole che è causa di aumentata caduta di capelli.
Il gel fa cadere i capelli?
No, il gel si deposita sulla superficie del capello, non penetra nel follicolo e quindi nn può essere causa di caduta. Lo stesso vale per shampoo, balsami, lacche e prodotti cosmetici per capelli in genere.
Il balsamo fa bene?
Sì, il balsamo è importante per mantenere capelli morbidi e lucidi in quanto forma una pellicola protettiva che protegge il capello dai danni ambientali. Non protegge però in alcun modo il capello dalla caduta.
I capelli è meglio tagliarli o tenerli lunghi?
E’ indifferente. L’idea che i capelli si rinforzino tagliandoli nasce dal fatto che col tagli si eliminano le doppie punte e quindi si rimuove la parte danneggiata dei capelli lughi. Il taglio non influenza in alcun modo la caduta.
Il cloro della piscina fa male?
Il cloro può danneggiare il fusto e favorire la comparsa di doppie punte o decolorare un po’ i capelli. Non è però causa di caduta.
La tintura o la permanente fanno cadere i capelli?
No, a meno che non si verifichi un’allergia. E’ importante però che la tintura sia effettuata in maniera corretta e non permangano residui di colorante sul cuoio capelluto. Dopo una permanente mal eseguita può succedere che i capelli si spezzino causando a volte un’alopecia grave.
E’ vero che i capelli cadono di più in autunno, e perché?
Sì, in autunno il numero di capelli che ciascuno di noi perde giornalmente aumenta. Dai 50-60 capelli si può passare a circa 100 capelli al giorno, anche di più in alcuni soggetti. Alcuni studi indicano che fra le cause di questa aumentata caduta autunnale possa essere importante l’esposizione al sole durante l’estate. Vi sono alcuni individui che oltre al picco di caduta autunnale hanno anche un picco primaverile.
Perché le persone con i capelli grassi perdono più capelli?
Perché i capelli grassi e la calvizie hanno in qualche modo la stessa causa. Gli ormoni androgeni, infatti, oltre a causare la calvizie aumentano la secrezione delle ghiandole sebacee e quindi la produzione di sebo. Il sebo inoltre si distribuisce più facilmente sui capelli sottili delle aree colpite dalla calvizie.
Che differenza c’è tra calvizie e caduta dei capelli?
Non sempre un’aumentata caduta dei capelli è sinonimo di calvizie. Infatti tutte le malattie dei capelli, che sono moltissime, provocano alla resa dei conti un’aumentata caduta. Per questo è importante che un’aumentata caduta dei capelli venga sempre valutata dal medico, che può effettuare una corretta diagnosi.
Che legame c’è tra stress e calvizie?
Lo stress può favorire un’aumentata caduta dei capelli e quindi accelerare la progressione della calvizie.
Ci sono cibi da evitare in caso di calvizie?
No, non ci sono cibi controindicati o dannosi per i capelli.
La forfora fa cadere i capelli?
Sì, la dermatite seborroica e la psoriasi, di cui la forfora è una manifestazione, possono accelerare la progressione della calvizie. E’ quindi sempre importante curare la forfora anche con l’utilizzo di uno shampoo adeguato.
Quale può essere l’evoluzione della mia calvizie se non mi curo?
Quasi certamente la calvizie è destinata a peggiorare. Gli studi attuali dimostrano che in assenza di trattamento la malattia peggiora nel 93% dei casi.
Esistono esami di laboratorio o strumentali per valutare la gravità della calvizie?
No, la gravità della calvizie viene valutata attraverso l’esame clinico utilizzando la scala di Hamilton.
L’esame del capello è utile?
Sì, il tricogramma può fornire informazioni importanti sull’andamento evolutivo della calvizie. L’esame viene effettuato “strappando” con un’apposita pinza un ciuffo di circa 50 capelli che vegono esaminati al microscopio. Con questo esame è possibile stabilire il grado di assottigliamento dei capelli e se vi è o no un’aumentata caduta.
Le vitamine sono utili nella terapia della calvizie?
No, non vi è alcuna indicazione che gli integratori vitaminici siano utili, a meno che non vi siano carenze specifiche. L’assunzione di vitamina A può essere dannosa.
Sono utili le lozioni che contengono cheratina o altri aminoacidi dl capello?
No, la calvizie non è dovuta a una carenza di cheratine e l’assunzione orale di queste proteine non è di alcuna utilità nel trattamento della malattia. Per di più le cheratine sono proteine di grandi dimensioni e per questo, quando sono contenute in lozioni, non possono penetrare attraverso il cuoio capelluto e raggiungere la matrice del capello.
I massaggi e gli altri trattamenti che migliorano la circolazione del cuoio capelluto sono utili?
No, non vi è alcuna relazione tra calvizie e circolazione del cuoio capelluto. La calvizie è causata dagli ormoni maschili e non da una difettosa vascolarizzazione dei follicoli. Massaggi, ventose, lozioni che dilatano i vasi sono tutti trattamenti assolutamente inutili.
Il trapianto di capelli è una terapia utile o è soltanto un trattamento palliativo?
L’autotrapianto è un trattamento molto efficace della calvizie. Attenti invece ad altre tecniche come il trapianto di capelli artificiali che non solo non sono utili ma possono provocare gravi danni.
Il trapianto è una soluzione definitiva al problema?
Non sempre, infatti l’aspetto estetico non dipende solo dai capelli trapiantati ma anche dai capelli “originali” che sono rimasti. Se questi si riducono, la calvizie peggiora anche se il trapianto è ben riuscito. Per questo il trattamento ottimale è un trattamento di combinazione trapianto + terapia medica.
E’ preferibile fare un trapianto e non pensarci più o prendere pillole o applicare lozioni per tutta la vita?
L’effetto estetico dl trapianto tende a ridursi visivamente nel tempo in parallelo col progressivo diffondersi della calvizie alle aree circostanti il trapianto. Per questo anche il trapianto non è una soluzione veramente definitiva.
Non esistono rischi di rigetto dei capelli trapiantati?
No, trattandosi di un autotrapianto questo rischio non esiste. Il mancato “attecchimento” dei capelli trapiantati è raro e può derivare da un’errata tecnica chirurgica o da una cattiva circolazione nella zona che riceve il trapianto.
L'alopecia può derivare da fattori genetici, dall'invecchiamento, da malattie locali o sistemiche. (La dermatite seborroica e la psoriasi sono le patologie che più comunemente interessano il cuoio capelluto, ma provocano molto raramente alopecia.)
Malattie dei capelli
Alopecia non cicatriziale: l'alopecia non cicatriziale inizialmente non determina una palese atrofia. L'alopecia maschile è un'affezione molto comune. C'è un'incidenza familiare e la concomitante presenza di androgeni, anche se la causa eziologica resta sconosciuta. La perdita di capelli comincia dalla aree frontali-laterali, oppure dal vertice. Se compare negli adolescenti tale alopecia assume rapidamente un carattere esteso. Non è infrequente osservarla nelle donne. Solitamente, questa forma resta confinata a un diradamento dei capelli nelle aree frontale, parietale e del vertice; l'alopecia totale è rara.
L'alopecia tossico-medicamentosa abitualmente è temporanea e può seguire, dopo 3 o 4 mesi, a forme febbrili gravi (p. es., scarlattina). Può anche comparire in corso di mixedema, di ipopituitarismo o di sifilide primaria, dopo gravidanza e con alcuni farmaci, soprattutto con farmaci citotossici a dosi elevate di Vit. A o di retinoidi e con vari preparati a base di tallio.
L'alopecia areata è caratterizzata dall'improvvisa perdita di capelli in aree circoscritte, in genere in individui senza alcuna evidente patologia cutanea o affezione sistemica. Il capillizio e la barba sono le aree maggiormente coinvolte, anche se comunque l'alopecia può interessare qualunque zona pilifera. Raramente possono essere coinvolte tutte le zone pilifere del corpo (alopecia universale). La prognosi è grave nelle forme estese o con comparsa antecedente l'adolescenza, ma le forme circoscritte in piccole aree possono risolversi in pochi mesi, anche senza alcun trattamento, sebbene si possano verificare delle recidive. In alcuni casi, nel siero del paziente si ritrovano anticorpi (Ab) antimicrosomiali, antitireoglobulina, antimucosa gastrica e antimidollare surrenale.
La tricotillomania (capelli strappati) è abituale in bambini con habitus neurotico; a volte spesso rimane non diagnosticata per lungo tempo. I capelli sono spezzati e di differente lunghezza. La ricrescita, piuttosto ispida, è ben visibile, anche se la diagnosi differenziale con l'alopecia areata resta comunque difficile.
Alopecia cicatriziale: l'alopecia cicatriziale è il risultato di una infiammazione e di una distruzione dei tessuti. Se i peli cadono a seguito di atrofia o retrazione cicatriziale, sull'area colpita si può evidenziare una leggera ricrescita. In seguito all'azione di un agente lesivo (p. es., ustioni, traumi fisici, radiodermiti atrofiche), la causa della cicatrice è in genere ben evidente o comunque di facile individuazione. Il lupus eritematoso cutaneo, il lichen planus, le infezioni batteriche o micotiche croniche profonde, le ulcere profonde fattizie, i granulomi (p. es., la sarcoidosi, la gomma luetica, la TBC) o la tinea capitis in fase infiammatoria (il kerion, il favo) possono determinare alopecia cicatriziale. Alcuni tumori del cuoio capelluto, a crescita lenta, possono estendersi gradualmente, residuando una cicatrice. Raramente, l'alopecia cicatriziale è idiopatica.
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